Vicinissima la nuova versione di Bitcoin Core, rilasciata la rc2

Bitcoin Core 31.0rc2: la nuova release candidate è arrivata. Ecco cosa significa (e cosa cambia davvero)

Bitcoin Core è il software principale che fa funzionare la rete Bitcoin: è il “nodo” che la maggioranza degli utenti usa per verificare le transazioni, minare blocchi e mantenere la sicurezza della blockchain.
Il team ufficiale ha annunciato v31.0rc2, ovvero la seconda release candidate della nuova versione 31.0.

Ma cos’è esattamente una release candidate? In parole semplici: è una versione quasi finita. Il software ha già tutte le funzioni nuove, è stato testato internamente e ora viene dato alla comunità perché lo provi su larga scala. Se non saltano fuori bug gravi, la rc diventa la versione stabile definitiva. È come l’ultimo giro di collaudo prima di mettere l’auto in produzione.

Il piano di rilascio: quando arriva la versione stabile?

Secondo il calendario ufficiale pubblicato su GitHub, la versione stabile 31.0 era prevista per il 10 aprile 2026. Siamo al 3 aprile: la rc2 è uscita da pochissimi giorni e i test sono in corso. Se tutto va liscio (come sembra finora), il rilascio finale dovrebbe arrivare entro poche settimane, probabilmente tra metà e fine aprile 2026. Non ci sono segnali di ritardi importanti al momento.

Il precedente: la versione 30, tra polemiche e dimissioni

Per capire il contesto, bisogna guardare indietro alla versione 30 (uscita a ottobre 2025 e poi corretta con la 30.2). Quella release è stata una delle più controverse degli ultimi anni. Prevedeva la modifica delle policy rules (le regole di default che il nodo applica alle transazioni non ancora confermate nel mempool) e fino all’ultimo momento il team ha effettuato delle modifiche con le controversie in corso. In particolare è stato rimosso il limite di 80 byte sui dati “carrier” (i dati non finanziari che si possono inserire nelle transazioni tramite OP_RETURN o simili).

Molti nella comunità avevano criticato la scelta: secondo loro Bitcoin rischiava di trasformarsi da “denaro puro” a una specie di blockchain generale per dati arbitrari (similmente a quanto è successo con le Inscription degli Ordinals). La sviluppatrice Gloria Zhao (all’epoca maintainer di Bitcoin Core e molto attiva sul mempool e sulle regole di relay) è stata al centro delle critiche per aver finalizzato quel cambiamento. Pochi mesi dopo, a febbraio 2026, ha annunciato le sue dimissioni dal ruolo di maintainer e ha revocato la sua chiave di firma PGP. È stata una delle uscite più discusse nella storia recente del progetto.

Questa polemica è stata ulteriormente alimentata recentemente dalla pubblicazione di THE CAPTURE – Un’indagine su come il potere informale su Bitcoin Core è stato costruito, esercitato e difeso (An investigation into how informal power over Bitcoin Core was assembled, exercised, and defended),

Cosa porta di nuovo la 31.0rc2? Le novità spiegate in modo semplice

La buona notizia è che la versione 31 non sembra destinata a essere altrettanto controversa. Non ci sono cambiamenti alle regole di consenso (quindi niente che possa dividere la rete o creare fork). Le novità sono quasi tutte tecniche e mirate a migliorare le prestazioni e la privacy.

In sintesi (livello base):

  • Miglioramento enorme nella gestione delle transazioni in attesa (mempool).
  • Una nuova funzione per inviare transazioni in modo privato attraverso Tor e I2P.
  • Ottimizzazioni di velocità e pulizia di codice vecchio.

Dettagli tecnici: il Cluster Mempool e perché è importante

La star della 31.0 è il Cluster Mempool (sviluppato principalmente da Gloria Zhao prima delle dimissioni e poi integrato dal team). Fino alla 30 le regole della mempool usavano limiti rigidi su “antenati” e “discendenti” (quante transazioni collegate tra loro potevano esistere). Questo creava problemi quando arrivavano catene lunghe o complesse di transazioni (es. RBF o CPFP).

Con il Cluster Mempool le cose cambiano radicalmente:

  • Non ci sono più limiti separati su ancestor/descendant.
  • Invece si raggruppano le transazioni collegate in cluster (gruppi connessi tramite relazioni parent/child).
  • Ogni cluster può contenere al massimo 64 transazioni e 101 kB di dimensione virtuale.
  • Il nodo valuta e ordina i cluster interi, non le singole transazioni.

Risultato pratico:

  • La costruzione dei blocchi da parte dei miner diventa più efficiente.
  • Le sostituzioni RBF (Replace-By-Fee) e le fee estimation sono più precise.
  • Il mempool gestisce meglio picchi di traffico e transazioni complesse senza “intasarsi”.

Altre novità tecniche:

  • Private transaction relay migliorata: ora è più facile inviare transazioni senza che vengano viste subito da tutti i nodi (utile contro sorveglianza e censorship).
  • Aumento del default dbcache a 1 GB → nodi più veloci nell’avvio e nella validazione.
  • Nuovi comandi RPC, rimozione di funzioni obsolete e tanti piccoli fix di performance.

In pratica, per l’utente medio che gestisce un nodo o un wallet, la 31.0 sarà più stabile, veloce e rispettosa della privacy, senza stravolgere nulla di fondamentale.

Il contesto più ampio: ProductionReady e la voglia di alternative

Mentre Bitcoin Core continua a evolvere, c’è chi chiede un processo di sviluppo più “conservativo”. Proprio in questi giorni è stata presentata ProductionReady, una nuova organizzazione non-profit americana (501(c)(3)) fondata da figure note come Samson Mow, Jimmy Song, Parker Lewis e altri. L’idea è finanziare educazione Bitcoin e, soprattutto, sviluppare un’implementazione alternativa del nodo Bitcoin: sempre compatibile con le regole di consenso, ma con un approccio più rigido sugli aggiornamenti e sulle policy. Molti la vedono come un tentativo di decentralizzare ulteriormente lo sviluppo del software nodo, che oggi dipende quasi esclusivamente da Bitcoin Core, altri evidenziano il rischio politico di un soggetto giuridico che possa subire influenza politica.

In conclusione, la rc2 della 31.0 è un passo importante ma tranquillo: un upgrade tecnico che rafforza il nodo senza creare divisioni. Nonostante le polemiche della 30, il team prosegue le sue attività scegliendo la via della stabilità. Il 10 aprile (o poco dopo) sapremo se la versione stabile arriverà puntuale. Nel frattempo, chi vuole può già scaricare i binari di test e aiutare a validare il tutto.