03.03.2026 Un documento di 136 pagine che ha l'obiettivo spiegare, in modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori, funzionamento e motivazioni economiche e sociali alla base di Bitcoin e cripto o, come vengono chiamate nel comunicato, delle valute virtuali.
www.organismo-am.it/documenti/Analisi_e_Ricerche/Criptovalute-Domanda_offerta_e_regolamentazione.pdf
Questo volume arriva dopo che in Italia, con la transizione al MiCA, è cessato l’obbligo di trasmissione trimestrale telematica dei dati all'OAM.
Dati che l’OAM ha usato per produrre in circa due anni e mezzo (dal 2023 al terzo trimestre 2025), con menzione esplicita del decimo flusso informativo nel report sul Q2 2025 (settembre 2025). Questo implica che l'OAM ha elaborato e diffuso informazioni su almeno 10-13 flussi attraverso comunicati e analisi
www.organismo-am.it/documenti/Analisi_e_Ricerche/Analisi_Flussi_Informativi.pdf
Il Regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) è il protagonista di questo studio perché rappresenta il punto d'arrivo dell'evoluzione normativa del settore e il fulcro del cambiamento strutturale del mercato delle cripto-attività in Italia e in Europa.
Il testo descrive il MiCA come un intervento normativo "atteso e indispensabile" per garantire la tutela dei consumatori, la stabilità finanziaria e la trasparenza informativa. Esso segna il passaggio da tentativi nazionali di inquadramento a un quadro giuridico uniforme e armonizzato a livello dell'Unione Europea
In realtà, come emerge anche dallo studio, in Italia l'entrata in vigore del MiCA ha coinciso con una contrazione del numero di VASP iscritti al registro OAM tra il secondo e il terzo trimestre del 2025. Ad esempio molti operatori sono stati cancellati perché non hanno presentato istanza di autorizzazione secondo i nuovi standard più rigorosi.
Infatti viene spiegato che l'entrata in vigore del Regolamento MiCA e delle relative linee guida attuative (come l'Orientamento 21 dell'EBA) comporta diverse altre criticità e oneri per gli operatori del settore:
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Aumento dei costi operativi: La conformità ai nuovi standard richiede l'implementazione di procedure di verifica della clientela (KYC) più rigorose, l'adozione di strumenti avanzati per il monitoraggio delle transazioni e una formazione specializzata del personale. Questi fattori determinano un incremento dei costi di gestione, che può risultare particolarmente gravoso per le realtà più piccole.
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Barriere per i piccoli operatori: I requisiti prudenziali, definiti come "requisiti patrimoniali minimi permanenti", impongono ai prestatori di servizi di detenere riserve finanziarie che possono arrivare a 150.000 euro a seconda della tipologia di servizio offerto:: 50.000€ per servizi di consulenza/ricezione ordini, 125.000€ per esecuzione ordini/scambio e 150.000€ per custodia e amministrazione. Questo può limitare l'ingresso di nuovi attori meno capitalizzati e favorire un'eccessiva concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi soggetti.
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Esclusione e delisting di asset: La regolamentazione può portare all'esclusione di alcune criptovalute specifiche. Ad esempio, è possibile che venga vietato l'uso di asset orientati alla privacy (privacy-oriented) o di alcune stablecoin emesse da società private. Inoltre, gli exchange hanno il potere di rimuovere (effettuare il delisting) i token che non rispettano i requisiti di conformità, influenzando negativamente il loro valore e la loro visibilità.
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Rischio di arbitraggio regolamentare: Le differenze tra la normativa europea e quella di giurisdizioni extra-UE (come gli Stati Uniti) possono creare opportunità di arbitraggio internazionale. Ad esempio, l'emissione di una stessa stablecoin da parte di entità soggette a regole diverse potrebbe causare una carenza di riserve sotto supervisione europea qualora si verificassero richieste massive di rimborso.
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Complessità e ostacoli all'innovazione: Standard troppo severi e dettagliati rischiano di diventare ostacoli all'innovazione e di snaturare il carattere decentralizzato delle cripto-attività. Inoltre, le tecniche crittografiche necessarie per garantire la privacy possono rendere la gestione di questi asset più complessa e meno accessibile per l'utente comune.
Il fondamentale ruolo di Bitcoin nel rapporto
Viene spiegato nel testo che la nascita di Bitcoin, avvenuta tra il 2008 e il 2009, rappresenta il momento fondante dell'intero settore delle criptovalute, definendone gli standard tecnologici e filosofici. Inserito nel contesto di Storia e Sviluppo, Bitcoin è considerato il pioniere di un nuovo sistema monetario e il "gold standard" del settore.
L'obiettivo principale di Nakamoto era creare una forma di denaro digitale peer-to-peer che consentisse alle persone di effettuare transazioni dirette tra loro, eliminando la necessità di intermediari centrali come banche o istituzioni governative. Questa iniziativa è nata come risposta alle inefficienze e ai limiti dei sistemi finanziari tradizionali, puntando a garantire sicurezza, efficienza e un maggiore controllo individuale sui propri fondi e dati.
Il design di Bitcoin include elementi che hanno influenzato tutto lo sviluppo tecnologico successivo:
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Decentralizzazione: L'eliminazione di intermediari consente transazioni dirette, riducendo i costi e aumentando l'efficienza.
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Scarsità programmata: Bitcoin è stato progettato per essere un sistema deflazionistico, con un limite massimo invalicabile di 21 milioni di monete. Ad oggi ne sono stati generati poco meno di 20 milioni e si prevede l'estrazione degli ultimi Bitcoin intorno al 2140.
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Mining e Sicurezza: Per garantire la sicurezza e la distribuzione, è stato introdotto il processo di mining, in cui i "miner" utilizzano potenza computazionale per risolvere complessi problemi matematici, verificare le transazioni e aggiungere nuovi blocchi alla catena.
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Halving: A intervalli regolari, il premio per il mining viene dimezzato in un evento noto come "halving", riducendo gradualmente la quantità di nuova moneta generata e rendendola sempre più scarsa nel tempo.
L'Impatto sullo Sviluppo Generale
La nascita di Bitcoin ha dimostrato la fattibilità di trasferimenti di valore online sicuri e senza intermediari, favorendo la digitalizzazione delle transazioni finanziarie. Questo successo ha dato il via all'intera industria delle criptovalute, portando negli anni successivi alla creazione di migliaia di altre valute digitali (note come altcoin) e all'evoluzione di tecnologie come gli smart contract e la finanza decentralizzata (DeFi). Sebbene originariamente concepito come mezzo di pagamento, Bitcoin è oggi considerato da molti una riserva di valore alternativa, spesso paragonata all'oro digitale per la sua capacità di diversificare i portafogli e offrire protezione contro l'inflazione.
La posizione dell'Italia
La posizione dell'Italia nel panorama delle cripto-attività, secondo quanto emerge dalle fonti, è caratterizzata da un mercato in forte crescita ma frenato da un carico fiscale crescente e da sfide normative che rischiano di limitare l'innovazione.
1. La Posizione dell'Italia nel Mercato
L'interesse degli italiani per le criptovalute è in costante aumento. Tra il primo trimestre del 2023 e il terzo trimestre del 2025, il numero totale di clienti dei prestatori di servizi (VASP) è cresciuto del 33%.
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Spostamento di capitale: Nello stesso periodo, si è registrata una diminuzione del 74% nei saldi in valuta legale a fronte di un aumento del 58% nel valore delle valute virtuali detenute, segnale di una chiara propensione a convertire il patrimonio in asset digitali.
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Geografia dell'innovazione: La Lombardia è il fulcro del settore nazionale, ospitando il 25% dei punti fisici e il 28% degli ATM di criptovalute in Italia.
2. Peso Fiscale e Inasprimento
Uno degli aspetti più critici per l'investitore italiano è l'evoluzione della tassazione, percepita come un onere significativo:
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Aumento delle aliquote: Sebbene inizialmente l'imposta sostitutiva sulle plusvalenze fosse stabilita al 26%, la Legge di Bilancio 2025 ha innalzato l'aliquota al 33% a regime dal 2026.
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Rimozione delle soglie: È stata inoltre eliminata la soglia di non imponibilità precedentemente fissata a 2.000 euro, rendendo ogni guadagno soggetto a tassazione.
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Obblighi di monitoraggio: Rimane l'obbligo di compilazione del Quadro RW per il monitoraggio fiscale, a meno che il fornitore non applichi l'imposta di bollo del 2 per mille.
In sintesi, mentre la domanda degli utenti italiani spinge verso l'alto, il sistema Italia risponde con un carico fiscale tra i più alti e una transizione normativa che, pur cercando di dare stabilità, rischia di soffocare i piccoli innovatori e di perdere la capacità di monitorare analiticamente il trend del futuro
L'indagine sugli investitori italiani è stata condotta dall'OAM attraverso due diverse survey distribuite nel triennio 2022-2024.
Dall'analisi delle fonti emergono alcuni fattori metodologici e contestuali che potrebbero limitare o viziare la capacità dei dati di riflettere l'intero panorama nazionale:
- Affidabilità delle auto-dichiarazioni: L'indagine si basa su quanto dichiarato dagli utenti. Le fonti notano, ad esempio, che mentre molti dichiarano di conoscere le criptovalute, la percentuale di chi sa definire correttamente concetti tecnici come il "mining" è in forte calo, suggerendo una possibile sopravvalutazione della propria competenza da parte degli intervistati
- Filtro sulla consapevolezza (Selection Bias): Tutte le analisi, i grafici e le conclusioni del report sono stati calcolati esclusivamente sui soggetti che hanno dichiarato di aver sentito parlare di criptovalute (700 nel 2022 e 770 nel 2024). Questo significa che i dati su conoscenza, fiducia e comportamenti non rappresentano l'intera popolazione italiana, ma solo il sotto-insieme che ha già un minimo di familiarità con l'argomento.
- Numerosità limitata: Sebbene definiti "rappresentativi", la dimensione dei campioni (sotto i 1.000 soggetti) potrebbe presentare margini di errore più elevati nel descrivere segmenti specifici o comportamenti di nicchia.
- Esclusione di dati "anomali" dei VASP: Sebbene riferito ai flussi informativi e non direttamente alla survey, lo studio ammette che alcuni prestatori di servizi (VASP) sono stati esclusi dalle analisi a causa di anomalie riscontrate nei dati trasmessi, il che potrebbe parzialmente distorcere la visione d'insieme del mercato reale.
- Impatto della fase transitoria normativa: L'andamento dei dati nel 2025 è influenzato dalla cancellazione di molti VASP dai registri a seguito dell'introduzione del MiCA. Questa contrazione del numero di operatori obbligati a trasmettere dati rende difficile confrontare in modo omogeneo i dati dell'ultimo periodo con quelli precedenti, rischiando di far apparire una contrazione del mercato che è in realtà solo una riduzione della base osservata.
Paradossalmente, all'aumentare della diffusione delle criptovalute, i dati mostrano una diminuzione delle conoscenze tecniche nel triennio:
- La percentuale di chi possiede un "alto livello di conoscenza" è scesa del 2%, mentre gli intervistati con "nessuna conoscenza" sono aumentati di 5 punti percentuali.
- Bitcoin è la criptovaluta più conosciuta (il 25% sa distinguerla dalle stablecoin), ma solo il 45% degli intervistati nel 2024 sa definire correttamente il concetto di mining, contro il 55% del 2022.
- Circa il 27% della popolazione dichiara di non aver mai sentito parlare di NFT.
Gli investitori italiani mostrano un approccio consapevole ma cauto:
- Volatilità: Il 60% è consapevole che una criptovaluta può perdere l'80% del suo valore in sole 24 ore.
- Sicurezza: Cresce la preoccupazione per gli attacchi hacker sui wallet, con la percentuale di chi si dichiara "molto preoccupato" che sale dal 15% al 18%.
- Aspettative future: La maggior parte degli intervistati (45%) ritiene poco probabile che le criptovalute possano superare l'utilizzo delle monete a corso legale (come l'euro) nel prossimo futuro. La principale barriera percepita è l'eccessiva incertezza e mancanza di regolamentazione chiara
